Latiano

Rubano energia elettrica per 150mila euro: in quattro finiscono in manette

domenica 11 gennaio 2015
Uno dei motivi per cui il costo delle bollette dell'energia elettrica non sembra conoscere cali ma solo impennate è da attribuire ai continui furti di energia che privati cittadini mettono in atto sempre con maggiore frequenza.

Non che gli ammanchi di corrente siano l'unico punto cui imputare il caro bolletta ma, sicuramente, un loro peso nell'economia delle tariffe lo hanno, vista la grande diffusione che questo tipo di pratica ha subito negli ultimi anni. Solo per restare alla stringente attualità, infatti, i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, nel pomeriggio di sabato, hanno scoperto, in un fazzoletto di terra compreso tra i centri di Oria e Latiano, ben 4 ladri di corrente che avevano modificato il proprio impianto, allacciandolo in maniera abusiva alla rete di distribuzione pubblica. I militari, coadiuvati dai tecnici dell'Enel, hanno certificato in poche ore un danno alla società erogatrice del servizio quantificabile in 150mila euro circa. In 4, dunque, sono stati arrestati dagli uomini dell'Arma con l'accusa di furto aggravato: una donna a Oria, un'altra a Latiano e altri due uomini, sempre a Latiano. A Oria è stata arrestata M.B., 31enne nata a Mesagne, incensurata: nella sua abitazione non era neanche installato un contatore per l'elettricità. La 31enne aveva creato un collegamento alla rete “Enel distribuzione” che alimentava direttamente ogni tipo di apparecchiatura elettrica presente in casa senza alcun costo, visto che la bolletta non arrivava neanche. Dopo le formalità di rito, stando a quanto disposto dall'autorità giudiziaria, la donna è stata rimessa in libertà. A Latiano, invece, gli arresti sono stati 3 in tutto: A.G., 36enne nato a Brindisi; A.R., 60enne nata a Francavilla Fontana; Antonio Durante, 60enne nato a Oria. Il 36enne, incensurato come la donna residente a Oria, ha allacciato il proprio contatore direttamente alla rete di distribuzione pubblica, arrecando un danno alla compagnia erogatrice del servizio pari a circa 8mila euro, secondo quanto quantificato dai tecnici dell'Enel. La condotta tenuta dall'uomo ha determinato l'accusa di furto aggravato e ora il 36enne, dopo le formalità di rito e secondo quanto disposto dall'autorità giudiziaria, è stato rimesso in libertà. La 60enne A.R., incensurata anch'essa, ha percorso la stessa strada di A.G., allacciando direttamente il contatore della propria abitazione alla rete di distribuzione pubblica, procurando un danno economico all'Enel quantificato dai tecnici a supporto dei carabinieri in ben 90mila euro. Come per il 36enne, la donna, dopo le formalità di rito, è stata rimessa in libertà, secondo le disposizioni dell'autorità giudiziaria. Antonio Durante, di professione bracciante agricolo, già noto alle forze dell'ordine, invece, è finito agli arresti domiciliari dopo aver ricevuto la visita degli uomini dell'Arma accompagnati dai tecnici Enel: anch'egli aveva collegato direttamente il suo contatore alla rete pubblica, provocando nel tempo un danno ammontante in circa 59mila euro. Il 60enne è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari dall'autorità giudiziaria. Questo tipo di operazioni, condotte dai carabinieri in collaborazione col personale dell'Enel, non hanno come unico obiettivo la scoperta e l'interruzione di condotte illecite che provocano danni economici alla ditta: gli allacci artigianali, infatti, proprio per la loro natura non professionale, possono rappresentare un rischio concreto per la sicurezza di tutti. Spesso realizzati modificando la rete pubblica, potrebbero generare malfunzionamenti collaterali alla funzione per cui sono preposti come l'elettrificazione di pali dell'illuminazione, di cancellate o di altre strutture metalliche poste in prossimità dei contatti. Oggetti comuni, coi quali spesso veniamo a contatto, quindi, se interessati da questo tipo di collegamenti, possono diventare trappole mortali.
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