Latiano

Strade dissestate, i vincoli di bilancio bloccano gli interventi, l'assessore: "Speriamo che la situazione cambi"

mercoledì 7 settembre 2016
Il problema delle strade, a Latiano, ha da molto tempo ormai oltrepassato il confine “puntuale” delle buche per diventare una questione “diffusa”, spalmata più o meno uniformemente su tutta l'area cittadina, come testimoninano le tante transenne, fisse o temporanee, che segnalano i punti dove il pericolo di rompere un copertone o, peggio, di rompersi qualche osso è più consistente. Lo sanno tutti, amministratori cittadini in primis. 

Se non si fa qualcosa, però, non è per ignavia, malagestione o roba simile: a Latiano, tra le tante criticità, ce n'è una riguardante il bilancio che lega le mani agli assessori, impedendogli di prevedere quelle somme che servirebbero per realizzare le opere pubbliche. «Abbiamo presentato, nostro malgrado – spiega Cosimo Albanese, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici – un piano triennale delle opere con un capitolato pari a zero euro. Gli stringenti vincoli di bilancio entrati in vigore da qualche tempo non ci consentono neanche di spendere quei soldi che, sulla carta, sono già nelle casse comunali». Le somme cui fa riferimento Albanese, nello specifico, sono quelle derivanti da un mutuo acceso ai tempi dell'amministrazione guidata dall'ex sindaco Antonio De Giorgi, oggi seduto nell'assise pubblica in veste di consigliere comunale dell'opposizione, che sarebbero dovute servire proprio al rifacimento del manto stradale ma che, per una serie di motivi, non sono state ancora utilizzate. 

«De Giorgi – riconosce il vicesindaco – fu lungimirante quando decise di ricorrere a un mutuo da 400mila euro per il rifacimento delle strade: all'epoca, si poteva ancora pensare di spendere. Fu fatta una gara che, però, fu annullata per un errore formale dovuto all'erronea apertura di una busta nell'ufficio protocollo. Questo portò dei ritardi che portarono all'entrata in vigore delle nuove norme in materia di bilancio che ci hanno costretto a non poter spendere quei soldi per i quali, viceversa, paghiamo già gli interessi». Ancora una volta, quindi, pare che la burocrazia remi contro l'interesse pubblico. Il mutuo garantisce la liquidità, i soldi non si possono toccare ma gli interessi si devono pagare: una situazione kafkiana in tutto e per tutto. 

Per parafrasare il grande Fabrizio De Andrè, le strade di Latiano, in alcuni punti, “sembrano un camposanto bombardato” e, a quanto pare, resteranno così ancora per qualche tempo. «Per poter accedere a quelle risorse dobbiamo ottenere il nullaosta dalla Ragioneria che, al momento, non può essere rilasciato. La stessa situazione purtroppo, si registra per il progetto dell'ampliazione dell'illuminazione pubblica: anche in quel caso, c'è un mutuo fermo i cui soldi non possono essere toccati». La speranza è quella di poter sbloccare fondi e risorse il prima possibile, così da rimettere in moto l'intero paese che, oggi come oggi, pare immobilizzato a causa dei vincoli che la legge impone al bilancio. 

«Oltre alle strade e alla pubblica illuminazione, ci sono altre situazioni che andrebbero affrontate con un'elevata priorità ma che sono ferme al palo: penso all'ampliamento del cimitero, con i tanti cittadini che, ormai 5 o 6 anni fa, hanno acquistato un lotto e che non hanno ancora ottenuto il permesso a costruire perché mancano i sottoservizi e le strade. Mi vengono in mente anche, ad esempio, i 10 alloggi da realizzare nella zona Pirp per i quali abbiamo ottenuto un finanziamento pubblico che rischiamo di perdere. Purtroppo siamo in una situazione diversa da quella del patto di stabilità: in quel caso, un'amministrazione poteva scientemente decidere di sforare il patto, subendo le relative sanzioni. Qui e ora, invece, i vincoli non ci permettono di accedere alle risorse che abbiamo in cassa. Spero che, entro la fine dell'anno, qualcosa cambi in positivo: le cose da fare sono tante, tantissime e, più il tempo passa, più aumentano».
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