Cronaca

Aggredisce una donna sul treno: arrestato per atti persecutori e lesioni personali

martedì 13 novembre 2018
Vessazioni, aggressioni, minacce violenze fisiche e umiliazioni: la donna chiede aiuto e il 34enne viene arrestato.

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana hanno tratto in arresto in flagranza di reato per atti persecutori e lesioni personali un cittadino nigeriano di 34 anni, regolare sul territorio nazionale. I carabinieri si sono attivati grazie ad una richiesta di aiuto al 112 da parte di una donna straniera, che ha lamentato di aver subito una violenta aggressione sul treno Manduria – Francavilla da  un  suo connazionale. La richiesta è arrivata dal telefono di servizio del capotreno, che ha richiesto l’invio di una pattuglia dell’Arma perché l’aggressore  - sceso dal vagone alla Stazione di Francavilla  - si stava dileguando. Un carabiniere libero dal servizio ed in abiti civili, della compagnia Intervento Operativo dell’11 Reggimento Puglia di Bari, notando scendere dal treno l’uomo che si stava dileguando e una donna di colore che piangendo teneva una borsa di ghiaccio sul volto, ha raggiunto il capotreno e appreso cquanto accaduto. Lo ha così raggiunto e bloccato. Intanto la donna, in evidente stato di agitazione, ha riferito di essere stata vittima dell’ennesima aggressione da parte dell’uomo, crollando in una forte crisi di pianto. I sanitari del 118 accorsi hanno prestato le prime cure alla donna che oltre ad essere in uno stato di agitazione presentava evidenti traumi al viso, tanto da tenere sul volto reggendolo con la mano sinistra un sacchetto con il ghiaccio. Accompagnata successivamente presso il pronto soccorso dell’Ospedale civile di Francavilla le è stata diagnosticata una contusione dei tessuti orbitali. Ha quindi sporto denuncia nei confronti dell’uomo - suo ex convivente - per l’episodio di violenza subita in precedenza all’interno del vagone ferroviario e per le reiterate condotte di minaccia e violenza, messe in atto dallo stesso a partire dal 2010.

La donna che parla e si esprime correttamente in lingua italiana ha riferito di conoscere il connazionale dal 2008, periodo in cui assieme erano in Libia in attesa di raggiungere l’Italia. Nel 2010, mentre erano conviventi, l'ha costretta a prostituirsi. Il rifiuto della donna ha poi dato il via ad un calvario fatto di violenze e minacce, financo a tentare di buttarla fuori di casa. Un racconto doloroso, costellato da crisi di pianto nel rammentare i denigranti, ossessivi e perduranti eventi di cui è stata vittima. Una situazione continuata fino ai nostri giorni, in quanto il persecutore continuava a seguirla ovunque, costringendola a modificare le sue abitudini e cambiando gli orari dei suoi spostamenti. Quando l'uomo difatti riusciva ad incrociarla, la aggrediva picchiandola. Persecuzioni e  stato d’ansia delal vittima che hanno generato un grave quadro accusatorio, per tutti questi reati l’uomo è stato tratto in arresto.Ora si trova ai domiciliari.

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